I colori che vengono avanti e quelli che scappano

Un'allieva, qualche mese fa, mi ha portato un paesaggio e mi ha detto: «Non capisco, ho disegnato tutto giusto, ma sembra tutto attaccato».

Aveva ragione. Le colline in fondo e gli alberi davanti erano dipinti con lo stesso verde, con la stessa forza. Il disegno era corretto, ma il quadro era piatto come un adesivo.

Non mancava una linea. Mancava l'aria.

Si chiama prospettiva aerea

Fra te e una fila di pioppi lontani c'è aria, e l'aria non è trasparente: è un velo azzurrino. Un velo non si vede. Cento veli sì.

Il nome è prospettiva aerea, o atmosferica. Suona complicato, l'idea è semplice: più una cosa è lontana, più aria ci guardi attraverso, e più diventa chiara, azzurrina e sfumata. Non è una questione di linee — non serve saper disegnare per usarla. È una questione di colore.

È il motivo per cui le montagne all'orizzonte sono azzurre, anche se sono fatte di roccia e di bosco. Ed è lo stesso azzurro che si trova nelle ombre: viene sempre dal cielo.

I colori hanno un peso

C'è poi una cosa che i colori fanno da soli, indipendentemente da dove li metti.

I colori caldi — rossi, arancioni, gialli, i verdi che tirano al giallo — vengono avanti. Sembrano più vicini, occupano spazio, si fanno notare.

I colori freddi — azzurri, viola, i verdi che tirano al blu — arretrano. Stanno indietro, si fanno da parte, aprono lo spazio dietro di loro.

Funziona anche con due sole macchie di colore su un foglio bianco, senza nessun paesaggio intorno.

Acquerello di un lago: filari di pioppi verde caldo in primo piano e colline azzurre che si allontanano nella foschia

«Pioppi sul lago», 2021 — acquerello su carta, 26 × 36 cm — © Cristina Mollica

Cosa c'entra con l'acquerello

Tre cose pratiche, che valgono per qualsiasi paesaggio.

Più una cosa è lontana, più azzurro ha dentro.

Più è lontana, più acqua e meno colore.

Più è lontana, meno contrasto: niente scuri profondi in fondo, niente dettagli.

Il primo piano invece può permettersi tutto: colore denso, caldi decisi, un'ombra davvero scura, una foglia disegnata.

Nell'acquerello questo è comodo, perché la profondità si ottiene aggiungendo acqua, non fatica.

Un esercizio da fare in bicicletta

La prossima volta che esci — in bici, a piedi, anche solo dal finestrino del treno — conta i verdi.

Quello del prato sotto di te. Quello della siepe a venti metri. Quello del filare in fondo al campo. Quello del bosco all'orizzonte.

Sono quattro verdi diversi, e più vanno lontano più diventano chiari e azzurri. Una volta che li hai visti, non riesci più a non vederli.

Leonardo l'aveva già scritto nel Cinquecento: le cose lontane sembrano più azzurre perché fra noi e loro c'è dell'aria, e più aria c'è, più azzurre diventano. Consigliava di dipingere le montagne all'orizzonte quasi del colore del cielo. Cinque secoli dopo la regola non è cambiata di una virgola.

Cristina Mollica

Cristina Mollica · acquerellista e insegnante, studio CiaoArte a Lodi · chi sono

Queste cose, nello studio CiaoArte a Lodi, le proviamo su carta. Se sei da queste parti, la prima lezione è gratuita: arrivi, dipingi, poi decidi.

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