Corso di acquerello o tutorial online? Cosa cambia davvero

I tutorial sono una cosa bellissima. Ne guardo anch'io. A qualsiasi ora c'è sempre qualcuno, da qualche parte nel mondo, che sta bagnando un cielo e lo fa sembrare facile.
Poi arriva il momento in cui metti in pausa, guardi il tuo foglio, e non capisci perché il tuo cielo non somigli a quello.
Il video non vede il tuo foglio
Un tutorial mostra un gesto giusto. Non vede il tuo.
E quasi sempre il problema non sta nel gesto che hai visto: sta nell'acqua che hai sul pennello, nei secondi che hai aspettato prima di tornarci sopra, nell'inclinazione della tavoletta, nella carta che hai comprato al supermercato. Sono cose che in un video non si vedono, perché chi registra le ha già risolte tutte prima di accendere la telecamera.
A lezione io mi siedo accanto a te, guardo il tuo pennello e dico: «troppa acqua», oppure «aspetta ancora un minuto». Sono tre parole. Ma sono tre parole dette al momento giusto, sul tuo foglio, e cambiano tutto il pomeriggio.
I tempi dell'acqua non si spiegano a parole
Il momento in cui la carta è ancora umida ma non più bagnata dura pochi secondi e non ha un nome. È lì che il colore si apre da solo e fa quelle sfumature che nei video sembrano magia.
Non si impara leggendolo. Si impara vedendolo succedere, con qualcuno di fianco che dice «adesso».
Gli altri fogli sul tavolo
C'è una cosa dei corsi in presenza che nessuno racconta: al tavolo siamo in otto, tutti sullo stesso esercizio, e alla fine ci sono otto fogli diversi.
Vedere il foglio di chi ti sta accanto insegna quanto il tuo. Uno ha messo troppo blu, una ha lasciato il bianco della carta e le è venuta la luce, un altro ha aspettato e la sua montagna è morbida. In due ore hai guardato otto tentativi invece di uno solo, e cominci a capire che l'acquerello non ha una versione giusta.
Davanti allo schermo, invece, il confronto è sempre e soltanto con chi lo fa bene.
Nessuno si ferma a metà
Il vero motivo per cui tanti smettono non è la tecnica: è che a casa, da soli, si rimanda.
Il corso è un'ora e mezza in cui il telefono resta girato, il tavolo è già apparecchiato, e non devi decidere nulla. Il tempo è protetto da qualcun altro. È una cosa piccola e vale moltissimo.
Però i video servono
Servono, sì. Per rivedere un passaggio dieci volte, per curiosare fra tecniche diverse, per tenersi compagnia la domenica.
Funzionano benissimo come ripasso. Molto meno come inizio, perché all'inizio non sai ancora quale domanda fare.
Un esercizio, se sei a casa
La prossima volta che segui un video, prova così: guardalo tutto una volta, senza pennello. Poi chiudilo e dipingi a memoria. Quello che non ti ricordi è esattamente il punto in cui avresti avuto bisogno di qualcuno accanto.
Nessuno ha imparato a nuotare guardando nuotare. Ma è molto più facile, se sul bordo c'è qualcuno che ti dice quando respirare.
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