«Da quando dipingo, guardo i colori in modo diverso»

Qualche settimana fa, alla fine della lezione, Johnny D. — che viene in studio per le lezioni private — mi ha detto una cosa che mi è rimasta addosso.

«Da quando vengo al corso, mi accorgo dei colori. Prima il cielo era il cielo. Adesso vedo che la sera non è blu: è viola sotto, arancione in mezzo, e in alto c'è un azzurro che non so ancora fare.»

Poi ha aggiunto, quasi scusandosi, che da quando dipinge osserva molto di più i colori della natura, e che questa cosa gli dà pace e serenità. Non parlava di tecnica. Parlava di come si sente quando va a lavorare in bicicletta, di come guarda le foglie dei platani a settembre, di quando si ferma un secondo in più davanti a una pozzanghera.

Succede quasi a tutti

Chi dipinge ad acquerello impara presto una cosa: per mettere un colore sul foglio bisogna prima averlo visto davvero. Non "verde", ma quel verde lì, con dentro un po' di giallo e un'ombra che tira al blu.

E questo modo di guardare non resta in studio. Ti segue fuori. La spesa, la strada di casa, il balcone del vicino: tutto diventa un po' più interessante, senza fare niente di speciale.

Bosco autunnale nei colori caldi, acquerello

«Bosco d'autunno», 2011 — acquerello su carta, 30 × 40 cm — © Cristina Mollica

La pace non è un obiettivo, arriva da sola

Johnny ha usato due parole precise: pace e serenità. Non perché il quadro fosse venuto bene — quel giorno, a dire il vero, non era soddisfatto. Ma perché per un'ora aveva guardato, mescolato, aspettato che l'acqua asciugasse. Niente telefono, niente fretta, nessun risultato da consegnare a qualcuno.

L'acquerello funziona così: ti costringe a rallentare, perché la carta ha i suoi tempi e tu non puoi farci niente. All'inizio dà fastidio. Poi diventa il motivo per cui torni.

Un esercizio da fare senza pennello

Scegli un colore al giorno. Oggi il rosso, per esempio. Poi lascia che sia lui a trovarti: un semaforo, una buccia di mela, il maglione di qualcuno sul tram. Non devi fare niente, solo accorgertene.

Alla fine della giornata prova a dire quanti rossi diversi hai visto. Il primo giorno saranno tre. Dopo una settimana non riuscirai più a contarli.

«Ma io non so disegnare, posso lo stesso?» Sì. Guardare bene viene prima di saper disegnare, e si allena senza matita: basta accorgersi, ogni giorno, di un colore che non avevi notato. Il disegno viene dopo, ed è la parte più facile da insegnare.

Cristina Mollica

Cristina Mollica · acquerellista e insegnante, studio CiaoArte a Lodi · chi sono

Queste cose, nello studio CiaoArte a Lodi, le proviamo su carta. Se sei da queste parti, la prima lezione è gratuita: arrivi, dipingi, poi decidi.

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