Il cerchio cromatico: colori caldi e colori freddi

Il cerchio cromatico è una delle prime cose che si vedono in un corso di pittura, e anche una delle più fraintese. Sembra uno schema da imparare a memoria. In realtà è solo l'arcobaleno chiuso ad anello: rosso, arancio, giallo, verde, blu, viola, e poi di nuovo rosso. Serve per una cosa sola, ma importante: vedere a colpo d'occhio chi sta vicino a chi.

I colori vicini nel cerchio vanno d'accordo quasi da soli — un giallo accanto a un arancio non litiga mai. Quelli opposti, invece, si accendono a vicenda: sono i complementari, il giallo e il viola della lavanda, il rosso e il verde, l'arancio e il blu.

Il taglio in due

Se tiri una linea in mezzo al cerchio, ti restano due metà. Da una parte i rossi, gli aranci, i gialli: i caldi. Dall'altra i verdi, i blu, i viola: i freddi. È una divisione grossolana, e proprio per questo utile.

Solo che caldo e freddo non sono etichette fisse, appiccicate una volta per sempre. Sono relativi. Ogni colore esiste in una versione calda e una fredda, a seconda di quale vicino guarda: un rosso che tende all'arancio è caldo, un rosso che tende al viola — un carminio, un cremisi — è già freddo. Un giallo limone, che punta verso il verde, è più freddo di un'ocra. Il confine si sposta, e sono proprio quelli sul confine i colori interessanti.

A cosa serve mentre dipingi

Tre cose, molto pratiche.

I caldi vengono avanti, i freddi arretrano: è il motivo per cui le montagne lontane sono azzurre e non verdi. Ne ho scritto qui.

La luce e l'ombra si scambiano la temperatura. Se la luce è calda — sole, lampione, candela — l'ombra è fredda, azzurra o viola. Se la luce è fredda, cielo coperto o neve, le ombre si riscaldano. Non succede quasi mai che luce e ombra siano tutte e due calde: quando in un dipinto qualcosa non torna, spesso è lì.

E poi c'è la regola che salva più quadri di tutte: decidi da che parte sta il dipinto. Se è freddo, che sia freddo quasi dappertutto, e il caldo entri solo come accento — un tram rosso in una strada di neve, una finestra accesa. Se è caldo, uguale al contrario. Metà e metà non è equilibrio: è indecisione, e si vede.

L'esercizio

Apri la scatola dei colori e dividili in due mucchi: caldi da una parte, freddi dall'altra. Fallo senza pensarci troppo, a istinto.

Poi guarda quelli su cui hai esitato. Sono quelli che stanno vicino al confine — un blu che ha dentro del rosso, un verde che ha dentro del giallo. Sono i più difficili da usare e i più preziosi: sono quelli che fanno respirare un dipinto invece di spaccarlo in due.

Isaac Newton scompone la luce con un prisma e disegna il primo cerchio cromatico, 1704

Il primo cerchio cromatico lo disegnò Isaac Newton nel 1704. Aveva appena scomposto la luce bianca con un prisma e ottenuto una striscia dritta, dal rosso al viola. Poi la piegò ad anello, perché si era accorto di una cosa che ancora oggi ci serve: il rosso e il viola stanno agli estremi opposti dello spettro, eppure a guardarli si assomigliano. Chiudendo il cerchio, i conti tornavano.

Cristina Mollica

Cristina Mollica · acquerellista e insegnante, studio CiaoArte a Lodi · chi sono

Queste cose, nello studio CiaoArte a Lodi, le proviamo su carta. Se sei da queste parti, la prima lezione è gratuita: arrivi, dipingi, poi decidi.

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